“Contro gli eccessi, la pertinenza”. Questo il messaggio che resta alla fine di due giornate tra i padiglioni dei Giardini e l'Arsenale di Venezia.
Con Reporting From the Front l'architetto cileno Alejandro Aravena, curatore della 15a edizione della Biennale di Architettura, decide infatti di cambiare il punto di vista dopo i Fundamentals di Rem Koolhaas. Di innalzarlo per permettere un'indagine che comprenda un orizzonte più vasto.
Partendo dalla convinzione che il progresso dell’architettura abbia un valore solo quando si pone come strumento per migliorare della qualità della vita, Aravena decide di puntare l'attenzione sulle questioni globali per le quali questa disciplina possa in qualche modo dare delle risposte: dalla carenza di alloggi alle migrazioni, dalle diseguaglianze sociali e le periferie delle metropoli all’inquinamento e la partecipazione delle comunità . "Esempi di sintesi delle diverse dimensioni, dove il pragmatico si intreccia con l’esistenziale, l’attinenza con l’audacia, la creatività con il buon senso".
I partecipanti nazionali sono incoraggiati ad esplorare questi temi nei loro padiglioni, ciò che ne risulta è un'interessante raccolta di esempi di un’architettura nuovamente calata nei territori. Non tanto, o non solo, per riprenderne forme, materiali e stili costruttivi, ma soprattutto per affrontarne i problemi della vita quotidiana.
Di seguito una selezione dei padiglioni che hanno meglio interpretato questo tema.
I quattro piani del Museion di Bolzano sono occupati dal progetto espositivo che vede Francesco Vezzoli in duplice veste di artista e curatore. All'ultimo piano Letizia Ragaglia, direttrice del museo, cura la prima retrospettiva sull'opera scultoria dell'artista, nei piani inferiori è invece Vezzoli a vestire i panni di guest curator per "ri-arredare il salotto" del Museion. L'aspetto chiave è proprio questa relazione dialettica tra le due esposizioni.
La retrospettiva al quarto piano accosta venti opere realizzate da Vezzoli tra il 2011 e il 2016, la cui successione sulla bianca passerella ne permette una lettura chiara, ponendo l'accento sui diversi espedienti con i quali Vezzoli ha voluto restituire appeal all'arte classica e sull'aspetto divertente e al contempo eversivo tipico della sua produzione. Il gioco condotto da Vezzoli con la storia dell'arte è certamente caratterizzato da una leggerezza, ma nel senso che Calvino dà del termine, che non significa appunto superficialità .
Ecco, quindi, che nel ridare all'arte antica umanità , desideri, passioni e una buona dose di mondanità , Vezzoli lo fa attraverso azioni che oggi possono essere considerate sacrilegi, ma che partono da interpretazioni di studi scientifici o pratiche ampiamente diffuse ai tempi dei romani.
Tre Mostre/Tre Oci, ovvero tre modi differenti di intendere la fotografia.
Il format, alla quarta edizione, porta all'interno della Casa dei Tre Coi alla Giudecca un percorso volutamente non unitario, ma volto piuttosto al confronto tra linguaggi ed intenzioni differenti.
Questo, secondo me, l'aspetto più interessante riconoscibile fin dal piano terra dove il programma espositivo del Circolo Fotografico La Gondola, suddiviso in tre sezioni, ci regala un varietà di stimoli visivi. Le seducenti foto de Lo Specchio di Alice ci invitano a scoprire le possibili alternative e gli inganni celati dietro a quello che per molto tempo era stato considerato un mezzo di rappresentazione oggettivo. La perfezione tecnica e stilistica delle due principali tendenze espressive della fotografia italiana degli anni '50 e '60, sono contrapposte in BiancoSuNero, dove ritroviamo i languidi e metafisici "high key" predicati da Giuseppe Cavalli affiancati ai toni bassi, quasi espressionisti, di Paolo Monti. Infine conosciamo Caterina Burlini, Francesca Cesari e Monia Perissinotto, vincitrici della lettura portfolio Sguardi Femminili e nuove leve della fotografia al femminile.
Carne, mente e spirito. Ovvero Flesh, mind and spirit, 15 film scelti da Alejandro González Iñárritu che, come dichiara lui stesso, hanno tutti in comune la capacità di suscitare esperienze ricche di emozioni.
Da domani, 13 gennaio fino al 1 febbraio 2016 al Cinema della Fondazione Prada, sarà possibile scoprire l'eclettica selezione del regista messicano con la quale ci svela le pellicole che l’hanno fatto innamorare del cinema, viste nel periodo dell'università Università , mentre studiava Teatro e Letteratura.
La rassegna è divisa in tre categorie:
“Flesh” include I pugni in tasca (1965), Aguirre, furore di Dio (1972), Le stagioni (1975), Killer of Sheep (1977), Padre Padrone (1977), Yol (1982) e Il buono, il matto, il cattivo (2008);
“Mind” comprende L’anno scorso a Marienbad (1961), Soy Cuba (1964), La Ciénaga (2001) e You, the Living (2007)
“Spirit” riunisce Ordet – La parola (1955), Madre e figlio (1997) e Silent Light (2007).
Come sottolinea Elvis Mitchell, critico cinematografico e curatore al LACMA che ha collaborato al progetto e presenterà le pellicole, i lungometraggi “in gran parte affrontano il tema della famiglia in crisi. La forza dei legami familiari è un elemento chiave per interpretare il modo in cui Iñárritu lavora, pensa e sente come regista e persona”.
ArtVerona sembra aver raggiunto, in questa 11a edizione, la propria specificità , con un programma che punta non solo all'aspetto commerciale della fiera, ma che vuole dare risalto a giovani artisti, gallerie e spazi indipendenti.
“Quello che noi perseguiamo è sintesi virtuosa di mercato e offerta culturale”
Andrea Bruciati, direttore artistico della fiera.
Così se nel padiglione11 troviamo i grandi nomi, da Fontana ad Uncini, da Burri all'omaggio a Melotti, nel padiglione12 visitatori e collezionisti possono farsi un'idea del panorama attuale e della direzione in cui si muovono i "nuovi artisti" grazie ad una serie di concorsi.
Level 0 vede 10 direttori di musei italiani selezionare 10 artisti tra quelli presenti in fiera e impegnarsi per promuovere il proprio prescelto durante il 2016 con una mostra e una pubblicazione (qui l'elenco).
Il concorso Icona, vuole invece identificare un'opera che rappresenti le tendenze attuali e che diventerà l'immagine della campagna di comunicazione di ArtVerona il prossimo anno. La Commissione selezionatrice presieduta dal direttore del MART, dove l’opera verrà conservata per un anno, ha premiato In the silence of your bones di Robert Montgomery.
Nell'area di i6, dedicata invece alle piccole realtà indipendenti italiane, era possibile incontrare i ragazzi del collettivo torinese Print about me che partendo dal tema della qualità proponevano un ironico ritorno alla stampa manuale o lo spazio no-profit Centrale Fies, vincitore del premio con un progetto che si concentra sul processo di acquisizione necessario alla creazione di una collezione di opere mutuate dalle arti performative.
Il programma di eventi, talk e mostre non si è esaurito in fiera, ma interesserà nei prossimi mesi (fino al 13 Dicembre) il centro città , prolungando la rassegna oltre i suoi quattro giorni canonici.
Le mostre hanno come tema comune la figura di Emilio Salgari.
A Castelvecchio troviamo Le meraviglie del 2000 dalla Collezione Stellatelli, mentre all'AMO – Arena Museo Opera la mostra fotografica La regina dei Caraibi raccoglie gli scatti di 12 artiste. Il Museo Lapidario Maffeiano è invece lo sfondo dell’allestimento site specific di Herbert Hamak intitolato Il tesoro misterioso dal celebre racconto dello scrittore veronese.
La Mostra del Cinema, l'ho sempre vissuta attraverso i racconti degli altri.
Per me il Lido è semplicemente la spiaggia tranquilla vicino casa, dove passare le prime domeniche di sole in primavera. Le star me le ha raccontate per anni mio zio, cuoco al Cipriani. I red carpet li sfogliavo sulle riviste e i film li guardavo in divano quando uscivano al video noleggio.
Quest'anno, grazie all'invito di Fujifilm Instax, ho passato una mattinata al Club7, angolo lounge della 71° Mostra del Cinema di Venezia, per la prima edizione del premio #Instax4Talent.
Il premio è stato assegnato a Cristiana Capotondi, solare e carina come la si immagina vedendola sullo schermo, che ci ha raccontato del sul suo rapporto con la fotografia digitale e qualche ricordo su quella instantanea legato all'inizio della sua carriera.
Durante la mattinata ho potuto anche giocare un po' con la nuova Instax Mini90, scattando istantanee che resteranno come ricordo di questa mia prima volta alla Mostra del Cinema.
Contaminazione di arti e sensi.
In "Art or Sound" vista e udito si intrecciano, in una mostra densa (e di non facile lettura) che trasforma i due piani di Ca' Corner della Regina in uno spazio dell'esperienza multisensoriale.
Moltissime e varie sono le opere d'arte e gli strumenti musicali scelti da Germano Celant per narrare le continue invasioni di campo tra queste due arti.
Partendo dai dipinti a soggetto musicale dei primi anni del 1500 e da una serie di inconsueti strumenti musicali seicenteschi, passa a un insieme di preziosi orologi a forma di gabbie per uccellini settecentesci, poi alcuni strumenti musicali automatici e dispositivi meccanici dell’Ottocento.
Vi sono poi i celebri intonarumori inventati dall’artista futurista Luigi Russolo e alcuni oggetti di Giacomo Balla, partiture firmate da musicisti come Alvin Lucier e John Cage, sculture cinetiche, installazioni sonore, e ancora gli strumenti ibridi di Ken Butler e William T. Wiley, che sono autentiche sculture che è possibile suonare.
Fino al 3 novembre 2014 // Fondazione Prada, CÃ Corner della Regina, Venezia
Partivo incuriosita, ma senza grosse aspettative, con l'idea di fare il solito giro in fiera.
Invece torno da Vicenza piena di novità , con una lunga lista di marchi di cui scrivere che finiranno diretti nella sezione to keep an eye on.
Origin, è la neonata piattaforma ideata da Fiera di Vicenza, VicenzaOro e Not Just A Label, pensata come punto di incontro atto a favorire i rapporti tra designer indipendenti, aziende, artigiani, scuole di moda e buyer internazionali. Un contenitore di competenze tecniche, materiali e creatività .
L'attenzione è puntata sull'accessorio con un percorso articolato in quattro categorie: Leather, Stone, Textile e Technology. Il livello creativo dei marchi era garantito dalla selezione fatta da NJAL tra i giovani designer di tutto il mondo. Mentre la presenza di molte aziende italiane (e in particolare venete) rappresentavano la vocazione alla tradizione manifatturiera del Made in Italy.
Facile innamorarsi ad ogni angolo quanto impossibile non fermarsi a parlare con i designer e gli artigiani.
Per concludere, Domenica la fiera è stata aperta al pubblico, trasformata in un grande temporary store nel quale era possibile acquistare gli accessori e i capi.
Esperti di facce buffe e selfie improbabili, siete chiamati a partecipare al nuovo progetto di Tonki che al Fuorisalone di Milano allestirà 15 metri quadrati di parete al Ventura Lambrate con le loro cornici in cartone. Nelle cornici i vostri primi piani postati sui social e taggati con #mostrati_tonki e selezionati dal loro stuff.
Se volete passare a vedere l'esposizione andate dall' 8 al 14 aprile in via Gaetano Sbodio 30 a Milano e magari potrete ritrovarvi appesi alla parete!
Se invece volete saperne di più su Tonki leggete qui
Il sabato mattina, fin da quando ero piccola, equivale a fare le pulizie e non ci sono scuse che tengano per evitare questo appuntamento fisso.
L'invito in Villa Foscarini Rossi per la fiera Sposissimevolmente (di cui vi avevo già accennato su TheOtherSide), però è bastato per farmi dimenticare l'aspirapolvere, impugnare al suo posto la macchinetta fotografica e concedermi una passeggiata tra fiori, pizzo, tulle e cupcake.
L'esperienza nell'organizzazione e la selezione attenta degli espositori maturata con il tempo sono la prima cosa che mi ha colpita durante la visita, le piccole attenzioni pensate per i futuri sposi dettate dalla passione per questo lavoro sono molte e rendono secondo me questa fiera un po' più speciale.
La seconda scoperta è che quando ci si sposa ci sono veramente tantissime cose a cui pensare, che l'offerta è molto vasta, c'è qualcosa per tutti i gusti e questo può essere disorientante.
Infine la terza constatazione è che nonostante la miriade di abiti esposti nessuno mi abbia conquistata, il che preannuncia un'ardua ricerca quando arriverà il mio fatidico giorno e questo mi preoccupa parecchio (al contrario per innamorarmi delle fedi di Damiani è bastato un attimo).
Per farvi venire un po' di voglia di visitare la fiera l'anno prossimo, o per qualche spunto carino e romantico, qui sotto trovate le foto delle cose che più mi sono piaciute.

Dall'ultimo post su TheOtherSide una selezione di accessori, consigli beauty ed eventi per immergersi nell'atmosfera della Mostra del Cinema di Venezia.
ciondolo Gondola di Pandora // borsa Theater Carillon di Benedetta Bruzziches // collana Shourouk // decolette Lucky di O Jour // lagune Extase di L’Oreal Paris // abito color block French Connection









